L’attesa

12 06 2009

In questi giorni in cui il caldo estivo torna a farsi sentire a Padova si respira un’aria d’attesa. Almeno questo è quello che percepisco io. Si tratta di una duplice attesa.

La prima attesa per le sorti del Calcio Padova che dopo una rimonta incredibile, aver conquistato i play off e superato il Ravenna in un’emozionante doppia semifinale, ora si giocherà la serie B contro la Pro Patria.
tifosi biancoscudati diretti a Ravenna con furgone detto "Libico"

L’entusiasmo e la tensione per la partita d’andata iniziano a farsi sentire ma sono ancora vive le emozioni che abbiamo vissuto in quel di Ravenna dove 2000 tifosi hanno potuto esultare per la vittoria di quella che, più che una partita di calcio, sembrava un check up cardiaco tanta la scarica adrenalica che ha saputo regalare.

L’altra attesa riguarda la scelta del sindaco. Mentre il Padova vinceva a Ravenna i padovani hanno decretato che la sfida per la carica di sindaco avverrà nella finale play-off, pardon ballottaggio tra Zanonato e Marin, nello stesso week end in cui il Padova sarà in trasferta a Busto Arsizio per la finale di ritorno.

Insomma due sfide, una duplice attesa che spero ardentemente ci consegni una Padova più forte, nel calcio e nella gestione della città.

(Nella foto tifosi biancoscudati diretti a Ravenna con il furgone detto “libico”)





Calcio Padova: speriamo nei prossimi cento anni…

7 04 2009

Lo slogan scelto da un tifoso per il centenario del Club biancoscusato sembra farsi beffa delle sorti della squadra. “Un sogno lungo un secolo” speriamo non resti appunto un sogno e possa diventare presto una realtà concreta, una serie B che anche per quest’anno sembra essere ormai sfumata dopo la sconfitta casalinga con il Ravenna e che manca ormai da troppo tempo.

E adesso? Si rivoluzionerà ancora una volta la squadra? Si cambierà ancora una volta l’allenatore e direttore sportivo? Si continueranno a fare proclami di una “sicura” promozione l’anno venturo? E’ davvero questo quello che vogliono i tifosi? Siamo davvero, come dice chi è passato di qui, una “piazza difficile” perchè non sappiamo aspettare e perchè mal accettiamo giocatori dalle categorie inferiori o giovani sconosciuti, che però hanno più voglia di emergere e cattviveria agonistica superiore a giocatori più quotati che vantano un curriculum di più alto profilo?

Io mi chiamo fuori. Sarò una mosca bianca anzi lo sono sicuramente ma credo che un tifoso del Padova possa apprezzare anche altro rispetto al “risultato” subito e comunque (anche se come detto sono molti anni che il tifoso rimane deluso) oppure il giocatore di nome rispetto al giovane emergente.

In 100 anni di storia il Padova ha fatto molta serie C, parecchia B e molto meno serie A per cui chi tifa Padova, nonostante speri in un’inversione di tendenza che possa portare i colori biancoscudati a fare molta più serie A, conosce questa dimensione. In particolare chi, come il sottoscritto, tifa Padova e basta perchè è visceralmente legato al club e alla propria città e non altre squadre di città “foreste” che nulla hanno a che vedere con Padova, credo possa apprezzare valori quali l’attaccamento alla maglia, il legame squadra-città, l’orgoglio, il senso di appartenenza. Certo pure io vorrei un Padova in serie A e magari giocari nelle competizioni europee ma concetti come quelli espressi prima possono sembrare astrusi a chi ragiona solo in termini dei tre punti della domenica ma in Europa i club di maggior successo e quelli con maggior seguito di tifosi appassionati sono proprio quelli che hanno saputo creare un legame forte con la città e i propri tifosi.

A Padova, lo stadio ha allontanato e fatto scemare la passione per il calcio e per il Padova;  l’Euganeo non è l’Appiani, lo sappiamo. I giocatori cambiano troppo spesso, non ci si identifica più con la squadra come un tempo per non parlare del settore giovanile e la scomparsa del settore “primavera”: fanno esordire in massima serie club come il Manchester utd e il Liverpool e noi in serie C facciamo posto a pochi giovani del settore giovanile o lo facciamo forse poco rispetto a quanto si potrebbe fare.

Poi chiaramente le difficoltà saranno notevoli e si sa che così come in Italia siamo 60 milioni di Ct della nazionale così a Padova siamo tutti in grado di fare meglio del presidente o dell’allenatore di turno…





Cosa abbiamo fatto di male?

17 05 2007

Anche l’anno prossimo sarà ancora serie C. Sono ormai dieci anni di serie C. Nonostante lo splendido girone di ritorno della squadra di mister Mandorlini e del Dg Meluso la rincorsa è terminata sul più bello, compromessa dal disastroso girono d’andata più che dalle ultime giornate. La speranza dei tifosi è quella di aver finalmente inboccato la strada giusta e che dagli errori commessi in passato la società abbia imparato ad affidarsi a persone preparate e fare scelte in tempi rapidi e orientate da una programmazione.

Cmq sia tant’è. A mio avviso il calcio in una città è più di un passatempo domenicale. E’ uno sport popolare e in quanto popolare seguito da molte persone le quali si identificano con la squadra della propria città. Esiste un legame tra città e squadra perchè spesso la squadra di calcio unisce passioni e ricordi condivisi da molte persone di generazioni diverse. Chi è nato a Padova e a vissuto la città probabilemente avrà un ricordo legato al Calcio Padova, società nata nele 1910 e che quindi a breve festeggerà il suo centenario.

I più anziani magari ricorderanno le gesta del mitico Padova di Nereo Rocco, squadra in grado di far paura alle più grandi. Si ricorderanno di sfide epiche e di vittorie contro gli squadroni come Juve, Milan e Inter e quelle stagioni sul finire degli anni ‘50 che culminarono con il terzo posto in classifica, miglior piazzamento di sempre dei biancoscudati e ricorderanno della “mitica” (scusate l’abuso di questo aggettivo) Fossa dei Leoni, lo stadio Appiani con le tribune a ridosso del campo e i tifosi a “ruggire” nell’incitare la propria squadra. Di giocatori di livello prestati alla nazionale, Brighenti e Mariani su tutti, autori dei due gol che permisero all’Italia di pareggiare per la prima volta a Wembley contro l’Inghilterra che furono portati in trionfo dai padovani al loro ritorno in città.
I miei coetanei si ricorderanno piuttosto il Padova di Puggina e Giordani che riuscirono a riportare la serie A a Padova dopo 32 anni. Ricorderanno della fatica che ci volle per raggiungerla e di due campioanti di B persi malamente alla fine ma soprattutto dell’entusiasmo della gente nel partecipare alle partite in casa e trasferta e dell’attaccamento alla propria squadra fino al tripudio di festeggiamenti dopo lo spareggio vittorioso di Cremona contro il Cesena. In quegli anni, i primi anni ‘90 passarono per Padova giocatori che raggiunsero una certa fama a livello nazionale, Galderisi, Pippo Maniero su tutti ma anche internazionale come Angelo Di Livio, Totò Benarrivo, Demetrio Albertini e un certo Alessandro Del Piero.

D’altra parte in quasi 100 anni di storia il Calcio Padova ha militato poche stagioni in serie A…ha fatto molta serie B e ancor di più serie C ma ciononostante l’affetto e l’attaccamento dei suoi tifosi è stato sempre impareggiabili. Certo negli ultimi anni la partecipazione e l’attaccamento appaiono calati ma questo rientra nei mutamenti sociali in corso e nell’allargamento dell’offerta di tempo libero più che per perdita di interesse.

D’altra parte il Calcio Padova per i Padovani costituisce un legame, un collante tra generazioni…personalemente da piccolo andavo allo stadio con mio padre e lui ci era andato con mio nonno…a volte mi ci porta lo zio di un mio amico e cmq ogni quartiere aveva il suo club nel suo bar sport o quasi…Insomma il tifo per il padova rappresenta una passione collettiva che per certi aspetti ha rafforzato e può rafforzare una comunità. Esagero? Non so ma non credo…

Oggigiorno la passione appare calata; indubbiamente i risultati negativi non attraggono molte persone, la possibilità di vedere partite di livello a casa davanti alla tv ha il suo peso ma il suo peso ce l’ha anche lo stadio Euganeo. Uno stadio che a mio avviso non incentiva le persone a scegliere il calcio come spettacolo o come momento di divertimento se non come luogo di condivisione di passioni viscerali come può essere per il tifoso più accanito. Uno stadio brutto più che architettonicamente parlando per il fatto che sembra costruito senza il rispetto dell’utente dello spettacolo stesso che ivi dovrebbe andare in scena. Tribune lontane e mancanza di servizi. Del resto quando fu costruito e anche oggi nella maggior parte degli stadi italiani eravamo molto lontani dall’idea e dalla necessità di seguire l’esempio inglese, anche alla luce degli eventi e dalla necessità di debellare la violenza.

Lo stadio Appiani fu costruito seguendo il modello degli stadi inglesi dove il calcio fu inventato e si vede. Lì era un piacere andare; tribune che morivano sul campo e coperture in legno quasi a dare intimità al luogo..gli stadi come case del football dove si radunavano gli appassionati. E in Inghilterra gli stadi ora sono ben più che case; sono spazi confortevoli. Tutti i posti sono a sedere, ogni tribuna ha più bar e caffetterie, ci sono ristoranti, store per il merchandeising del club, museo della società che si organizza seguendo dei pricipi di marketing. Ciò permette loro, attraverso un utilizzo quotidiano della struttura (si affittano anche sale convegni e si fanno riunioni per i tifosi) di ammortizzare i costi della struttura stessa che è di proprietà del club. Molti di questi stanno differenziando la loro offerta considerando i propri tifosi quasi dei clienti da fidelizzare. Gli si offre loro servizi di prenotazione e di agenzia turistica per le trasferte all’estero e per le vacanze e altri servizi organizzati grazie a varie partnership di imprese del territorio. Questa apparente mercificazione del tifo più genuino nulla toglie a lo stesso ma anzi lo alimenta, aumenta e migliore le condizioni perchè esso si possa esprimere. In Inghilterra vi si recano famiglie con prole al seguito e parlo di tifosi veramente appassionati non di hooligans.

Insomma il futuro è questo e mi auguro che anche da noi ci voglia meno tempo possibile per capirlo e per agire di conseguenza perchè spero che lo stadio Euganeo venga abbattuto. Del resto uno spazio così vasto , uan cattedrale del deserto in mezzo ai campi non ha più senso di esistere visto che a detta dello stesso assessore Sinigaglia il progetto “Cittadella dello Sport” è definitivamente tramontato con il superamento del concetto urbanistico di zooning. Insomma le strutture legate allo sport non devono necessariemente occupare tutte una zona prestabilita e per il Calcio padova sarebbe secondo me sufficiente uno stadio più piccolo da 25000 posti a sedere massimo, ovviamente senza pista d’atletica. Dove? Anche inserito nel contesto urbano; l’importante secondo me sarebbe studiare un’accesso pensato ed organizzato a misura di trasporto pubblico tipo metropolitana di superficie e sistema di mobilità in generale più che puntare solo su un accesso con mezzi privati. Basta vedere come molti stadi inglesi e non solo, anche quelli più grandi e capienti sorgano in zone residenziali, guardatevi gli stadi di Londra o Manchester dall’alto usando Google Earth. Cmq non vorrei correre troppo…sarebbe già importante che una visione del genere venisse considerata e che magari una sua concretizzazione pensata anche nel medio-lungo periodo. In ogni caso seconod me è LA strada da percorrere…l’attuale spazio dove sorge l’Euganeo potrebbe essere dedicato all’ampliamento dell’ospedale universitario e magari di strutture di ricerca in grado di interfacciarsi con lo stesso se non con laboratori di ricerca e sviluppo legati alle nanotecnologie, un settore in cui sò la nostra città punta molto.

Per concludere Forza Padova!! sempre e cmq a prescindere dalla categoria in cui si gioca e sempre in alto le bandiere biancoscudate!!!





Forza Padova!!! Espugnato il Porta Elisa, battuta la Lucchese!

30 03 2007

Week-end storico per Padova quello appena trascorso..il sabato l’inaugurazione del tram e domenica la vittoria a Lucca del Calcio Padova, vittoria importante più che storica visto che già avevamo vinto nel 2003 con gol di Succi, ma i tifosi del Padova ricordano Lucca come la trasferta che per due anni nei primi anni ‘90 condannò la società biancoscudata a non salire in serie A. Trasferte di massa dei tifosi scudati, pieni di entusiasmo e speranzosi di conquistare la massima serie, entusiasmo e speranza, soffocate dalle famigerate ed amare trasferte di Lucca.

La prima, nel 1991, (io dovevo ancora iniziare a seguire la mia squadra in trasferta) terminò 2-1 con gol negli ultimi istanti della gara di Simonetta che poi venne a giocare da noi. Era la squadra che aveva conquistato un’intera città e suscitato un’entusiasmo incredibile tra i propri tifosi…l’Appiani in quel finale di campionato era sempre stracolmo e i tifosi seguivano in massa le trasferte, Cremona (Cremona invasion) e Lucca su tutte…era la squadra di giocatori del calibro di Nanu Galderisi, Totò Benarrivo, poi Parma e nazionale, Angelo Di Livio, ed un certo Demetrio Albertini, giovane ventenne proveniente dalla primavera del Milan destinato ad una carriera piena di successi e soddisfazioni, che “tirava bombe da lontano e giocava meglio di Pelè”. I giocatori simbolo come Ferdinando Ruffini e giocatori che comunque legarono in modo indissolubile il loro nome e la loro carriera a quello del calcio Padova come Damiano Longhi, Claudio Ottoni, Carmine Nunziata.

Ecco la curva dei tifosi del Padova a Lucca quella “maledetta” domenica del maggio 1991 ..Ps: anche i distinti erano riservati e pieni di tifosi del Padova…più di 6000 quel giorno…

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La seconda fini con un pareggio grazie ad un rigore concesso ai toscani ancora negli ultimi minuti e realizzato da Paci. Sicchè la vittoria nella memorabile partita contro l’Ascoli in casa e vinta per 3-2 non fu sufficiente a regalarci la serie A che arrivò cmq l’anno successivo dopo ben 32 anni nella bellissima giornata dello spareggio di Cremona contro il Cesena.

Ma dopo questa divagazione storica veniamo a domenica…partita perfetta e gran gol di Sinigaglia..il Padova che sembra non fermarsi più grazie alla cura Mandorlini, i giovani come Manzoni e Bovo che si mettono in mostra, come tutti i nuovi acquisti, i “vecchi” che finalmente sembrano aver trovato lo smalto giusto dopo infortuni fastidiosi e cmq una squadra che sembra aver dimenticato le paure e le fisime che aveva prima e che ora affronta ogni avversario con la consapevolezza dei propri mezzi… 3° vittoria consecutiva e girono di ritorno straordinario a tal punto di far rinascere le speranze di un clamoroso riaggangio dei play-off…Abbiamo recuperato un sacco di punti alle squadre che ci stavano e ci stanno ancora davanti ma siamo a -3 dalla zona play-off dopo che eravamo stati più che altro vicini alla zona play-out.

Avanti così domenica prossima tocca alla Pistoiese..che vinca il migliore e cioè il Padova!!

Ecco il bel goal di Sinigaglia.