Lo scorso post ho parlato della proposta di candidare l’intero Nordest a capitale europea della cultura per il 2019, proposta avanzata dalla rivista online NordestEuropa.it e sostenuta dal mondo dell’imprenditoria e di cui si è parlato un paio di settimane fa nel corso del meeting delle classi dirigenti presso il Cuoa di Altavilla Vicentina.
E’ di qualche giorno fa, invece, la clamorosa candidatura della PaTreVe niente popò di meno che per le Olimpiadi 2020, candidatura avanzata dal ministro Zaia, da Cacciari e dal governatore Galan e che sta riscuotendo l’approvazione e il sostegno del mondo politico e imprenditoriale locale. Anche se al momento pare non ci siano le condizioni per poter “vincere” vista la mancanza di impianti e di servizi integrati vari nell’area, un grande evento come questo potrebbe proprio essere l’occasione, il volano, per risolvere questi problemi, integrare i servizi di trasporto dell’area metropolitana che insiste tra Venezia, Padova e Treviso, rilanciare zona in difficoltà, c’è che pensa a Marghera e al suo waterfront come possibile villaggio olimpico.
A Padova potrebbe essere l’occasione per realizzare quel sogno degli anni ‘80 e cioè la cittadella dello sport a Padova Ovest e, aggiungo io, l’occasione per abbattere l’Euganeo per costruire uno stadio di calcio (Padova potrebbe essere sede per il torneo di calcio olimpico) lasciando pure a Tessera l’opportunità di costruire uno Stadio Olimpico, che poi potrebbe essere maggiormente utilizzato per organizzare eventi e meeting di richiamo internazionale che l’immagine di Venezia garantisce.
E’ incredibile come per decenni ci sia stata una certa immobilità rispetto all’ambizione di portare certi eventi nel Veneto e a Padova e ora, nel giro di due settimane si parla di addirittura due candidature per altrettanti importanti grandi eventi, in grado di attrarre investimenti tali da poter rilanciare l’immagine e l’economia del territorio o quantomeno mettere le basi perchè ciò accada.
Evidentemente non è pensabile che si possa lavorare per vincere due candidature del genere così come sarebbe sensato che una, tra Roma e Venezia, rinunciasse e sostenesse un’unica candidatura italiana, ma per quanto riguarda il nostro territorio mi pare di capire che si voglia puntare più sulle Olimpiadi piuttosto che sulla capitale europea della cultura, se non altro perchè per il primo evento pare esserci un certo sostegno politico, indispensabile per portare aventi la cosa e iniziare a pianificare, mentre per il secondo non ho sentito nessuna dichiarazione d’intenti da parte del mondo politico, almeno mi pare.
In entrambe le candidature però c’è un aspetto comune e cioè una certa visione “venezianocentrica”. Se posso capire che Venezia è per imamgine e fama, la città più conosciuta del Nordest e che quindi può fare da specchietto per le allodole per le Olimpiadi, per quanto riguarda il conferimento della capitale europea della cultura avrei preferito si parlasse più di rete di città che della solita Venezia come sede principale etc etc. Su questa partita, penso inoltre, per quanto possa contare la mia opinione, che Padova potrebbe tranquillamente competere da sola se negli anni addietro città come Cork, Lille e Linz ci sono riuscite: il nodo è sempre il solito e cioè rafforzare la governance territoriale.
E voi che ne pensate?









