Olimpiadi 2020 vs capitale europea della cultura 2019!

6 10 2009

Lo scorso post ho parlato della proposta di candidare l’intero Nordest a capitale europea della cultura per il 2019, proposta avanzata dalla rivista online NordestEuropa.it e sostenuta dal mondo dell’imprenditoria e di cui si è parlato un paio di settimane fa nel corso del meeting delle classi dirigenti presso il Cuoa di Altavilla Vicentina.

olimpiadi

E’ di qualche giorno fa, invece, la clamorosa candidatura della PaTreVe niente popò di meno che per le Olimpiadi 2020, candidatura avanzata dal ministro Zaia, da Cacciari e dal governatore Galan e che sta riscuotendo l’approvazione e il sostegno del mondo politico e imprenditoriale locale. Anche se al momento pare non ci siano le condizioni per poter “vincere” vista la mancanza di impianti e di servizi integrati vari nell’area, un grande evento come questo potrebbe proprio essere l’occasione, il volano, per risolvere questi problemi, integrare i servizi di trasporto dell’area metropolitana che insiste tra Venezia, Padova e Treviso, rilanciare zona in difficoltà, c’è che pensa a Marghera e al suo waterfront come possibile villaggio olimpico.

A Padova potrebbe essere l’occasione per realizzare quel sogno degli anni ‘80 e cioè la cittadella dello sport a Padova Ovest e, aggiungo io, l’occasione per abbattere l’Euganeo per costruire uno stadio di calcio (Padova potrebbe essere sede per il torneo di calcio olimpico) lasciando pure a Tessera l’opportunità di costruire uno Stadio Olimpico, che poi potrebbe essere maggiormente utilizzato per organizzare eventi e meeting di richiamo internazionale che l’immagine di Venezia garantisce.

E’ incredibile come per decenni ci sia stata una certa immobilità rispetto all’ambizione di portare certi eventi nel Veneto e a Padova e ora, nel giro di due settimane si parla di addirittura due candidature per altrettanti importanti grandi eventi, in grado di attrarre investimenti tali da poter rilanciare l’immagine e l’economia del territorio o quantomeno mettere le basi perchè ciò accada.

Evidentemente non è pensabile che si possa lavorare per vincere due candidature del genere così come sarebbe sensato che una, tra Roma e Venezia, rinunciasse e sostenesse un’unica candidatura italiana, ma per quanto riguarda il nostro territorio mi pare di capire che si voglia puntare più sulle Olimpiadi piuttosto che sulla capitale europea della cultura, se non altro perchè per il primo evento pare esserci un certo sostegno politico, indispensabile per portare aventi la cosa e iniziare a pianificare, mentre per il secondo non ho sentito nessuna dichiarazione d’intenti da parte del mondo politico, almeno mi pare.

In entrambe le candidature però c’è un aspetto comune e cioè una certa visione “venezianocentrica”. Se posso capire che Venezia è per imamgine e fama, la città più conosciuta del Nordest e che quindi può fare da specchietto per le allodole per le Olimpiadi, per quanto riguarda il conferimento della capitale europea della cultura avrei preferito si parlasse più di rete di città che della solita Venezia come sede principale etc etc. Su questa partita, penso inoltre, per quanto possa contare la mia opinione, che Padova potrebbe tranquillamente competere da sola se negli anni addietro città come Cork, Lille e Linz ci sono riuscite: il nodo è sempre il solito e cioè rafforzare la governance territoriale.

E voi che ne pensate?





Nord-est capitale europea della cultura? Ci voglio credere!

18 09 2009

Quasi per caso domenica scorsa da qualche feed dei miei contatti su twitter mi è giunta la notizia che il Nord-Est si voleva candidare a capitale europea della cultura per il 2019. La sera stessa in un tg locale ho visto un’intervista ad un dirigente (?) ma non ricordo chi del comune di Padova che parlava di una candidatura della città, ipotesi però non confermata nei giorni successivi dalle autorità politiche.

italia_satellite_nordest

Solo in un secondo momento ho scoperto che oggi venerdi 18 settembre si sarebbe tenuto (si sta tenendo) l’annuale meeting delle classi dirigenti (presso la fondazione  CUOA  presso la villa Valmarana Morosini ad Altavilla Vicentina), quest’anno intitolato “NordEst capitale europea della cultura” in cui si sta discutendo proprio di questo e cioè della candidatura del NordEst a capitale europea della cultura 2019.

La proposta è già stata pensata e avanzata se non ho capito male dal mensile “NordEst Europa” e dal suo amministratore Filiberto Zunico. Almeno questo capisco dal questo video. Lo stesso mensile ha promosso un primo festival policentrico nel Nordest, il “Festival delle Città impresa”, festival che si ripeterà negli anni per far capire come la messa a rete delle città del Nordest sia possibile oltre che sensato ai fini dello sviluppo di quest’area.

E’ poi nato anche “Innovetion Valley”, altra realtà che vuole valorizzare la creatività presenti in quest’area. Per saperne di più vedete il loro sito.

Se il Nord-Ovest è tradizionalmente fondato sulle tre area urbane Ge-Mi-To (ora si stanno promuovendo relazioni tra Milano e Torino per lo più) il Nord-Est è palesamente un territorio costuito da molte aree urbane di varie dimensioni, con in aggiunta il problema della sprawl urbano, che per essere veramente policentrica deve vedere migliorare le relazioni e i collegamenti tra queste aree andando oltre le divisioni campanilistiche.

Per il 2019 si spera che molte delle infrastrutture viabilistiche in programma siano completate così da rendere  migliore i collegamenti e gli spostamenti tra le aree nodo di un unico sistema metropolitano: dopo il passante, ci si attende la pedemontana e il SFMR (metropolitana di superficie veneta).
Fuochi in Prato della Valle

Il mio primo pensiero è quello di ritenere questa candidatura una proposta davvero ambiziosa e direi bella (da qui i fuochi d’artificio della foto).  Molto ambiziosa se si considera che fino a questo momento mi pare di capire che la principale difficoltà nel nostro territorio sia proprio quella di “fare sistema”, di sviluppare una governance forte,considerata anche l’estrema frammentazione di enti vari per cui si tratta di una vera e proprio sfida che è bella perchè viene dalla presa di coscienza che questo modo di ragionare, a rete, guardando lontano in termini temporali, oltre le scadenze elettorali, per poter programmare e centrare un obiettivo condiviso è quella giusta perchè più efficace. Se la cosa avrà un seguito immagino si dovrà creare un “board”, una società di scopo, rappresentativa di tutti gli attori pubblici e con la partecipazioni dei privati interessati, e mettersi finalmente a programmare e a costruire una “vision” condivisa su cosa sia il Nordest oggi e sul suo futuro. Ecco perchè a prescindere dal successo dell’iniziativa o no, ques’idea potrebbe essere il pretesto per lavorare sulla costruzione di una rete che oggi è solo sulla carta o quasi. Per parlare di area metropolitana, infatti, non basta vedere da immagini satellitari come ad esempio la PaTreVe sia un’unica conurbazione ma bisogna costruire relazioni e centralità tra quelli che saranno i quartieri dell’ area metropolitana.

Unico dubbio è quello relativo all’ampiezza del territorio. Non credo l’UE sia disponibile ad aumentare i finanziamenti con l’allargarsi del territorio che si dovesse aggiudicare il riconoscimento di Capitale Europea della Cultura. Se il finanziamento dovrebbe essere lo stesso non è che il rischio sia quello di rendere un grande evento un evento minore o più dispersivo? singole città che hanno benificiato di questo riconoscimento hanno potuto fare ingenti investimenti. Se penso a Lille 2004 furono spesi molti soldi e favoriti collegamenti ferroviarie ad alta velocità con Bruxelles, Parigi e Londra (pensate a Padova e al possibile completamento di più linee del tram, l’auditorium). A Liverpool 2008 (che ho visitato) sì è sistemata l’intera area del waterfront sulla Mersey, con costruzione di centro congressi, museo cittadino e un’intera area commerciale Liverpool ONE oltreche l’organizzazione di moltissimi eventi culturali e la sistemazione e messa a rete dei musei cittadini.

Si tratta di temi che mi hanno sempre appassionato considerata la mia esperienza di due anni come collaboratore a Metrex, la rete delle città e della aree metropolitane europee, per conto della Regione Emilia-Romagna, presso un ufficio denominato “Governance metropolitana”. Rete cui aderisce anche la Regione Veneto con cui ricordo, noi Emilia-Romagna (si, ero il veneto padovano “prestato” all’”alleato”) collaboravamo nell’organizzazione di convegni sul tema. Ero riuscito ad avere questa opportunità dopo aver conseguito il Master Mumat (Master Universitario in Marketing Territoriale-Sviluppo Locale) organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza, quando l’inserto “Il Lavoro” del Corriere della Sera metteva a disposizione borse di studio (da me vinta!). Dopo questa opportunità di 2 anni, il nulla. In qualche colloquio in Veneto, mi venne detto che di marketing territoriale in Veneto, non si può certo vivere. Vero ma spero che qualcosa possa cambiare.

Anche il Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali” (perdonatemi se cito troppe volte il mio cv ma sono alla costante ricerca di un lavoro o di collaborazioni in ambiti in cui ho spese molte energie, come studente e ricercatore) recentemente conseguito  e la mia tesi “Turismo urbano & Governance Metropolitana. Il caso Padova” rientrano sempre ed sono coerente con quanto si sta discutendo oggi al CUOA.

In attesa di leggere i giornali domani che relazioneranno di questo incontro (purtroppo non mi è stato possibile essere presente), incrocio le dita e spero davvero che questa proposta venga accolta e sostenuta con forza anche dal mondo politico perchè quest’avventura possa davvero partire, lo dico da cittadino e anche e soprattutto da chi vorrebbe collaborare per vincere questa sfida.





La mia tesi di master sul Mattino? eh si, son soddisfazioni!

27 04 2009

Con questo post volevo ringraziare Nicola Stievano de “Il Mattino di Padova” per l’articolo relativo alla mia tesi di fine master, master in Governance delle risorse turistiche territoriali organizzato dal dipartimento di archeologia dell’Università di Padova. L’articolo è titolato “Commercianti e albergatori senza regia. Manca il coordinamento tra le iniziative, modesto rapporto qualità-prezzo” con all’occhiello “I nodi del turismo. Una tesi finale di master mette in luce i punti di forza e di debolezza del settore”.
Ebbene si, sono uno dei primi 20 diplomati di questo master che a febbraio ha visto partire la seconda edizione sempre nella sede di Cà Emo a Monselice e il mio nome è finito sul giornale nella pagina dell’economia e non sui necrologi nè sulle notizie di cronaca nera!!
La mia tesi come scrive Stievano è uno “studio che incrocia alcuni dati di fatto sulla città, l’offerta turistica e le iniziative in campo, in particolare da parte di Turismo Padova Terme Euganee e Camera di Commercio, con i risultati di un’indagine fra una dozzina di opinion leader”.
Ho avuto un paio di mesi fà la possibilità di presentare questo mio lavoro anche nel corso di un convegno al centro culturale Altinate – S. Gaetano. Il convegno organizzato dall’associazione “la specola delle idee” riguardava il tema dell’immagine della città di Padova e di come questa venga trasmessa e diffusa all’esterno.  Davanti ad un folto pubblico ( tra cui spiccavano nomi importanti come il sindaco Zanonato, gli ex sindaci Destro e Giaretta, gli assessori Rossi e Mariani  altri) ho dunque avuto modo di esporre la mia tesi assieme al mio relatore dott. Stefan Marchioro, direttore di Turismo Padova Terme Euganee, l’agenzia speciale della Provincia.

Per concludere  ho pensato di approffittare di questo mio blog per pubblicare l’abstract della mia tesi. Se qualcuno fosse interessato a saperne di più può scrivermi a alberto.botton@gmail.com.

Allego anche il powerpoint della presentazione della tesi che ho avuto l’onore di presentare al Centro Culturale Altinate davanti ad una platea piena di autorità: Turismo Urbano & Governance Metropolitana .

Le mille anime di Padova

Le mille anime di Padova

“Turismo urbano e governance metropolitana. Il caso Padova”

autore: dott. Alberto Botton
relatore: dott. Stefan Marchioro

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L’immagine di una città è il riflesso della città stessa

18 08 2008

“E io non so più se sono in un Piccolo mondo antico che muore o in una Los Angeles che nasce, popolata da una razza di antichi umani tavernicoli, da bestie domestiche, da computer e nuove specie aliene immigrate. Bestiario di creature dove gli animali gli umani e gli alieni non si parlano tra loro; lo sguardo degli animali e degli alieni pesa, ci fa: ma siu sicuri? Sio sicuri, seo sicuri? Si sicuri? Are you sure?”

(Da Marco Paolini, Bestiario Veneto-Parole Mate)

Come ormai evidente le città e le aree urbane sono in continua trasformazione in tutto il mondo per via dei processi di globalizzazione in atto, per la crescita demografica nei paesi in via di sviluppo che ha determinato per la prima volta nella storia dell’umanità il sorpasso della popolazione urbana su quella rurale.

Per il “gran finale” del master che sto frequentando (Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali, ndr) probabilmente mi impegnerò in una ricerca legata allo sviluppo del turismo urbano a Padova a partire dalla percezione della mia città all’esterno, sostanzialmente all’immagine e al ruolo che “gli altri” attribuiscono a Padova.

Da qui la citazione del Bestiario Veneto di Marco Paolini, autore che apprezzo molto, e lavoro, il “Bestiario Veneto”, che ha il merito, secondo me, di dare una chiave di lettura alla trasformazione della società veneta e quindi del suo territorio che si è sviluppato in modo caotico e conferendo spesso agli spazi, pensiamo ai campi di soia intervellati dai capannoni, il carattere dell’anonimità mettendo in atto processi di de-territorializzazione.
E arrivo al dunque. Da cosa nasce l’esigenza di conoscere la percezione di un luogo all’esterno del luogo stesso? E’ davvero una priorità? A me sembra, come dice Paolini, che siamo molto preoccupati dell’opinione e dallo stile di comportamento di chi viene da fuori, siano essi stranieri o anche turisti, perchè molto probabilmente siamo insicuri di noi stessi, della nostra identità, della nostra cultura che in nome di un bruciante sviluppo economico forse abbiamo lasciato in secondo piano anzichè utilizzarla come faro per uno sviluppo migliore. “Ma sio sicuri? Seo sicuri? Are you sure?”, come chi non è abituato ad indossare un abito di un certo stile e teme di far brutta figura in un’occasione importante.

Insomma, se l’immagine di una città, la percezione che gli altri hanno di noi, è il riflesso della città stessa non ci si dovrebbe troppo preoccupare di essa qualora la città “comunicasse” all’esterno la propria identità, i propri valori, la propria cultura. Il problema sta quì, secondo me. Padova è cresciuta e sta crescendo ma sta perdendo se non ha già perso la “patavinitas” intesa come identità sociale storica e forse fatica a costruire un immagine, un’identità moderna, omogonea e condivisa da proiettare all’esterno e nel futuro. Poi certo, in un mondo globalizzato in cui il marketing è uno strumento a disposizione anche dei territori e delle città e non solo una disciplina aziendale per la vendita di prodotti, l’immagine va curata e la cultura locale comunicata ma prima questa deve essere riscoperta e recuperata alla dignità che le spetta.

Questa mia opinione trova, in un certo senso, conferma nel documento del Piano Strategico del Turismo della Provincia. In questo documento si sostiene che non si è in grado di accogliere positivamente l’esterno e il nuovo (quindi anche il turista) perché non si è certi della propria identità. In altri termini non c’è un giudizio condiviso sul valore che chi viene dall’esterno porta non tanto all’economia quanto all’identità della città.

PS NB: Quanto scritto sopra è solo l’opinione di un blogger/cittadino che esercita il proprio diritto democratico di dire un po’ quello che gli pare… ;-)