Sono venuto a conoscenza che è recentemente nato un comitato che si propone di stimolare il dibattito e sopratutto l’interesse affinchè il cinema Altino possa riaprire, magari come centro polifunzionale a disposizione di associazioni culturali e realtà giovanili, sala da concerto, teatro e cinema ovviamente, nel cuore della città.
Sappiamo che Padova è sempre stata una città che, complice la presenza universitaria e di associazioni quali il Centro Universitario Cinematografico, ha da sempre una passione viscerale per il cinema eppure il centro storico ha perso quasi tutte le sue sale cinematografiche: è rimasto praticamente solo l’MPX ed il Torresino (di proprietà ecclesiastica)! Quando ero piccolo io ce n’erano almeno 10! L’avvento delle multisala e dei cineplex ha cancellato un tratto dell’identità e della storia padovana e modificato il modo di fruire il cinema. I puristi ed i veri appassionati hanno mal digerito questo cambiamento perchè anche il luogo, la sala cinematrografica che proponeva un certo tipo di cinema ha il suo perchè e luoghi asettici dove oltre al cinema si diffonde la “cultura del pop corn” non sono amati allo stesso modo da tutti ma tant’è gli stili di vita e le abitudini cambiano anche se senz’altro il cinema in centro città sarebbe ancora molto apprezzato dai padovani e dagli universitari.
Questo comitato, di cui fanno parte cittadini, appassionati, sostenuto dal CUC stesso e da docenti universitari, è on line con il suo blog “Salviamo il Cinema Altino”, con la sua pagina facebook “Salviamo il Cinema Altino”, con il suo account twitter “Salviamo in Cinema Altino” e con il suo canale youtube “Salviamo il Cinema Altino”. Indovinate come si chiama il comitato!! Si chiama…ehm ehm ehm credo proprio si chiami “Salviamo il Cinema Altino”!
Perchè l’Altino e non il Concordi per esempio…Perchè dovendo scegliere senz’altro l’edificio che ha ospitato Mignon e Altino è un edificio storico realizzato dall’architetto futurista Quirino de Giorgio e che ha appunto un certo pregio architettonico e la preoccupazione che venga sventrato definitivamente per fare spazio ad un megastore deve aver scosso varie coscienze. Ripetere quanto è stato fatto per il Teatro Garibaldi, sventrato ed abbattutto per realizzare un supermercato (Il Pam di piazzetta delle Garzerie).
Inoltre per una città che vuole rilanciarsi dal punto di vista turistico, avere un luogo in pieno centro, in grado di offrire un calendario di eventi culturali, spettacoli, teatro, concerti musicali sarebbe essenziale senza contare che darebbe risposta a quei giovani che richiedono a gran voce spazi di socializzazione e divertimento! Perchè no? Il luogo è insonorizzato e i residenti non credo possano avere di che lamentarsi, anzi…la vivacità che ne guadagnerebbe l’area potrebbe fare l’interesse dei commercianti di Borgo Altinate. Certo gli investimenti per ripristinare e mettere in sicurezza lo spazio non sarebbero pochi ma spero con tutto il cuore che il comitato “Salviamo il Cinema Altino” raccolga adesioni e persone desiderose di sostenerlo nelle sue iniziative come quella dell’altroa sera alla “Mela di Newton” dove è stato proiettato il documentario di Riccardo Rismeni “Storie di Cinemi” (2005) (leggi l’intervista al regista e la presentazione del documentario!) che, credo, possa considerarsi manifesto del comitato stesso, documentario da cui è estratta l’intervista a Piero Tortolina, un vero punto di riferimenti per i cinefili padovani…
Per info e adesioni: salviamoilcinemaaltino@gmail.com








non trovo l’avvento dei cineplex una cosa negativa in sé. Che problemi hanno i pop-corn e le poltrone larghe e confortabili? (Senza contare la migliore visibilità dello schermo). Quello che è accaduto è semplicemente …il segno dei tempi. Il fisiologico cambiamento dei gusti e delle mode. I cineplex sono come il Barcellona di Messi, mentre i vecchi cinema del centro storico si sono trasformati a poco a poco nella nostra attuale Serie A.
Tutti quanti.
Tra l’altro il cinema, quando fiorì, massacrò di fatto il teatro. E gli amanti del cinema non ne hanno mai fatto un dramma. Non hanno mai detto cose del tipo: “aaaah!!! Questi cosi chiamati cinema!!! Che ci rimbambiscono di fronte a delle immagini piatte!!! Ma come si fa a preferire una diavoleria meccanica alla naturalezza della scene teatrali???”. Mai sentite considerazioni del genere.
Oggi gli amanti dei vecchi cinema si trovano di fronte a un qualcosa di più nuovo e moderno, così come capitò a coloro che concepivano il teatro come l’unica forma per raccontare delle storie.
Perché l’Altino e non il Concordi? La non-difesa del Concordi, legata solo ed esclusivamente alla (molto opinabile) qualità edilizia degli edifici, mi sembra un po’ ingenua. La perdita dell’Altino, così come quella delle altre sale, è nata proprio dalla mancanza di un’idea comune che coinvelgesse tutto il centro storico.
E’ mancata una filosofia che promuovesse l’importanza di una rete di cinema nel cuore di Padova.
Non sono contrario ai cineplex di per sè ma dispiaciuto perchè sono spariti quelli del centro storico. La mia è un’idea di città che, con il passo dei tempi come dici tu, sta cambiando ma siamo sicuri che cambi in meglio? E’ ovunque così? Capita in tutto il mondo che i centri storici perdano vitalità, occasioni di incontro, cultura, spettacoli? Finora, almeno a Padova, non è il caso di fare drammi per carità, non è la mia intenzione ma denuncia la tendenza che è sotto gli occhi di tutti. Al mercato e alle botteghe del centro storico vengono preferiti i centri commerciali e gli outlet (perchè è comodo parchaggiare e qu’ in Italia siamo automobile-dipendenti e forse la qualità del trasporto pubblico non è all’altezza di altri paesi europei), gli stadi di calcio escono fuori in mezzo al nulla, protetti da barriere, cancellate, offendicoli, strumenti di controllo vari, vedi il passaggio dall’Appiani a quello scempio dell’Euganeo), la musica dal vivo, i locali di vita notturna figurati se possono stare in città con tutti i resdienti che devono dormire..il risultato, dalle periferie arrivano in centro anche gli spacciatori e sfaccendati.
L’idea dell’Altino non è partita da me ma perchè giudicare “ingenua” una scelta basata sulla qualità dell’edificio? Un eventuale sventramento di un cinema di pregio, dovrebbe dispiacere di più rispetto a quello di un edificio più modesto…o no? Io la vedo così. la distruzione del Cinema Teatro Garibaldi, con strutture in legno, ora diventato Pam mi dispiace di più rispetto a qunado il Supercinema è diventato Benetton. Non vedo dove stia l’ingenuità…Per quanto riguarda la promozione di una rete di cinemi sono d’accordo con te, poteva essere il modo per far concorrenza ai multisala.