Al circolo Arci Unwound di Padova, il locale “underground” per eccellenza a Padova c’è stato un gran bel concerto ieri sera. E io c’ero.
Sul palco il texano Micah Hinson considerato uno dei più validi esponenti del genere di musica che propone, un folk country con schitarrate e voce sofferta a sottoineare le asprezze e le difficoltà di una vita al limite. Ma non sono certo un critico io tanto più di un artista che sentivo per la prima volta.
Questo il link al sito di Micah. P. Hinson. e di seguito la presentazione del concerto presa dalla pagina facebook dell’Unwound.

Padova 22/04/09
“Una vita vissuta pericolosamente, fra arresti, ricoveri per dipendenza da droghe, alcol, psicofarmaci e bancarotte contraltare di una rigida educazione cattolica: quella di Micah P. Hinson, indiscusso genio del neo-folk mondiale, è la parabola dell’ (anti)eroe americano per elezione, la scoperta della musica quale lingua universale per dare voce ai dissidi e alle speranze di un animo tormentato .
Il nuovo album “Micah P.Hinson and The Red Empire Orchestra” (Full Time Hobby-2008), prodotto da John Congleton dei Paper Chase, è il suo capolavoro assoluto: con la voce notturna e torbida di Hinson a mostrarsi in tutta la propria vulnerabilità, l’album è percorso da un lirismo pieno di commozione in cui l’artista approfondisce ulteriormente il rapporto col passato e si raccoglie attorno ad archi, organi, atmosfere anni ’50 vestendo di eleganza orchestrale il suo ormai classico violent country . Si cala nel cuore di un universo a sé, romanticamente virile e appeso sopra ricordi di Americana e visioni cameristiche, Europa e Stati Uniti, classicismo e sperimentazione.
C’è chi ha detto di aver finalmente scoperto l’ultima identità segreta di Robert Zimmermann, un rimedio anti Smog, il disco perduto di Mark Lanegan o il figlio illegittimo di Johnny Cash comunque la permanenza di un disco del genere nella top ten di chiunque si occupi anche solo incidentalmente di musica alternativa si giustifica da se…. basta ascoltarne 30 secondi”





