La mia tesi di master sul Mattino? eh si, son soddisfazioni!

27 04 2009

Con questo post volevo ringraziare Nicola Stievano de “Il Mattino di Padova” per l’articolo relativo alla mia tesi di fine master, master in Governance delle risorse turistiche territoriali organizzato dal dipartimento di archeologia dell’Università di Padova. L’articolo è titolato “Commercianti e albergatori senza regia. Manca il coordinamento tra le iniziative, modesto rapporto qualità-prezzo” con all’occhiello “I nodi del turismo. Una tesi finale di master mette in luce i punti di forza e di debolezza del settore”.
Ebbene si, sono uno dei primi 20 diplomati di questo master che a febbraio ha visto partire la seconda edizione sempre nella sede di Cà Emo a Monselice e il mio nome è finito sul giornale nella pagina dell’economia e non sui necrologi nè sulle notizie di cronaca nera!!
La mia tesi come scrive Stievano è uno “studio che incrocia alcuni dati di fatto sulla città, l’offerta turistica e le iniziative in campo, in particolare da parte di Turismo Padova Terme Euganee e Camera di Commercio, con i risultati di un’indagine fra una dozzina di opinion leader”.
Ho avuto un paio di mesi fà la possibilità di presentare questo mio lavoro anche nel corso di un convegno al centro culturale Altinate – S. Gaetano. Il convegno organizzato dall’associazione “la specola delle idee” riguardava il tema dell’immagine della città di Padova e di come questa venga trasmessa e diffusa all’esterno.  Davanti ad un folto pubblico ( tra cui spiccavano nomi importanti come il sindaco Zanonato, gli ex sindaci Destro e Giaretta, gli assessori Rossi e Mariani  altri) ho dunque avuto modo di esporre la mia tesi assieme al mio relatore dott. Stefan Marchioro, direttore di Turismo Padova Terme Euganee, l’agenzia speciale della Provincia.

Per concludere  ho pensato di approffittare di questo mio blog per pubblicare l’abstract della mia tesi. Se qualcuno fosse interessato a saperne di più può scrivermi a alberto.botton@gmail.com.

Allego anche il powerpoint della presentazione della tesi che ho avuto l’onore di presentare al Centro Culturale Altinate davanti ad una platea piena di autorità: Turismo Urbano & Governance Metropolitana .

Le mille anime di Padova

Le mille anime di Padova

“Turismo urbano e governance metropolitana. Il caso Padova”

autore: dott. Alberto Botton
relatore: dott. Stefan Marchioro

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Micah Hinson live all’Unwound

23 04 2009

Al circolo Arci Unwound di Padova, il locale “underground” per eccellenza a Padova c’è stato un gran bel concerto ieri sera. E io c’ero.
Sul palco il texano Micah Hinson considerato uno dei più validi esponenti del genere di musica che propone, un folk country con schitarrate e voce sofferta a sottoineare le asprezze e le difficoltà di una vita al limite. Ma non sono certo un critico io tanto più di un artista che sentivo per la prima volta.

Questo il link al sito di Micah. P. Hinson. e di seguito la presentazione del concerto presa dalla pagina facebook dell’Unwound.

 Padova 22/04/09

Padova 22/04/09

“Una vita vissuta pericolosamente, fra arresti, ricoveri per dipendenza da droghe, alcol, psicofarmaci e bancarotte contraltare di una rigida educazione cattolica: quella di Micah P. Hinson, indiscusso genio del neo-folk mondiale, è la parabola dell’ (anti)eroe americano per elezione, la scoperta della musica quale lingua universale per dare voce ai dissidi e alle speranze di un animo tormentato .
Il nuovo album “Micah P.Hinson and The Red Empire Orchestra” (Full Time Hobby-2008), prodotto da John Congleton dei Paper Chase, è il suo capolavoro assoluto: con la voce notturna e torbida di Hinson a mostrarsi in tutta la propria vulnerabilità, l’album è percorso da un lirismo pieno di commozione in cui l’artista approfondisce ulteriormente il rapporto col passato e si raccoglie attorno ad archi, organi, atmosfere anni ’50 vestendo di eleganza orchestrale il suo ormai classico violent country . Si cala nel cuore di un universo a sé, romanticamente virile e appeso sopra ricordi di Americana e visioni cameristiche, Europa e Stati Uniti, classicismo e sperimentazione.

C’è chi ha detto di aver finalmente scoperto l’ultima identità segreta di Robert Zimmermann, un rimedio anti Smog, il disco perduto di Mark Lanegan o il figlio illegittimo di Johnny Cash comunque la permanenza di un disco del genere nella top ten di chiunque si occupi anche solo incidentalmente di musica alternativa si giustifica da se…. basta ascoltarne 30 secondi”





Calcio Padova: speriamo nei prossimi cento anni…

7 04 2009

Lo slogan scelto da un tifoso per il centenario del Club biancoscusato sembra farsi beffa delle sorti della squadra. “Un sogno lungo un secolo” speriamo non resti appunto un sogno e possa diventare presto una realtà concreta, una serie B che anche per quest’anno sembra essere ormai sfumata dopo la sconfitta casalinga con il Ravenna e che manca ormai da troppo tempo.

E adesso? Si rivoluzionerà ancora una volta la squadra? Si cambierà ancora una volta l’allenatore e direttore sportivo? Si continueranno a fare proclami di una “sicura” promozione l’anno venturo? E’ davvero questo quello che vogliono i tifosi? Siamo davvero, come dice chi è passato di qui, una “piazza difficile” perchè non sappiamo aspettare e perchè mal accettiamo giocatori dalle categorie inferiori o giovani sconosciuti, che però hanno più voglia di emergere e cattviveria agonistica superiore a giocatori più quotati che vantano un curriculum di più alto profilo?

Io mi chiamo fuori. Sarò una mosca bianca anzi lo sono sicuramente ma credo che un tifoso del Padova possa apprezzare anche altro rispetto al “risultato” subito e comunque (anche se come detto sono molti anni che il tifoso rimane deluso) oppure il giocatore di nome rispetto al giovane emergente.

In 100 anni di storia il Padova ha fatto molta serie C, parecchia B e molto meno serie A per cui chi tifa Padova, nonostante speri in un’inversione di tendenza che possa portare i colori biancoscudati a fare molta più serie A, conosce questa dimensione. In particolare chi, come il sottoscritto, tifa Padova e basta perchè è visceralmente legato al club e alla propria città e non altre squadre di città “foreste” che nulla hanno a che vedere con Padova, credo possa apprezzare valori quali l’attaccamento alla maglia, il legame squadra-città, l’orgoglio, il senso di appartenenza. Certo pure io vorrei un Padova in serie A e magari giocari nelle competizioni europee ma concetti come quelli espressi prima possono sembrare astrusi a chi ragiona solo in termini dei tre punti della domenica ma in Europa i club di maggior successo e quelli con maggior seguito di tifosi appassionati sono proprio quelli che hanno saputo creare un legame forte con la città e i propri tifosi.

A Padova, lo stadio ha allontanato e fatto scemare la passione per il calcio e per il Padova;  l’Euganeo non è l’Appiani, lo sappiamo. I giocatori cambiano troppo spesso, non ci si identifica più con la squadra come un tempo per non parlare del settore giovanile e la scomparsa del settore “primavera”: fanno esordire in massima serie club come il Manchester utd e il Liverpool e noi in serie C facciamo posto a pochi giovani del settore giovanile o lo facciamo forse poco rispetto a quanto si potrebbe fare.

Poi chiaramente le difficoltà saranno notevoli e si sa che così come in Italia siamo 60 milioni di Ct della nazionale così a Padova siamo tutti in grado di fare meglio del presidente o dell’allenatore di turno…