Arte laterale: un’associazione per tutti gli amanti della fotografia e non solo!!

18 12 2009

Ciao a tutti!

Mi rifaccio vivo dopo un po’ anche su questo spazio (sapete che scrivo regolarmente per il portale Virgilio su Padova? questo piccolo ed umile spazio mi è servito come “trampolino di lancio” ehehe. Comunque il mio blog su Padova facendo parte del progetto VirgilioCittà lo trovate cliccando quì!) e lo faccio per presentarvi una nuova associazione di cui anch’io faccio parte.

Si chiama Arte laterale e l’ho presentato anche nel mio blog VirgilioPadova (vedi la presentazione di Arte Laterale) e si tratta di un’associazione che parte come associazione fotografica. In questa associazione ci sono fotografi professionisti, amatori e appassionati davvero di livello, davvero bravi ma ci sono pure io e questo sta a testimoniare che non vuole essere una cosa di nicchia ma aperta a tutti. Con il nuovo anno partiranno anche dei corsi dedicati ai principianti ma non solo e partirà il tesseramento con l’AICS. Ci sarà l’occasione di organizzare uscite fotografiche e di divertirsi partecipando a dei contest, a dei concorsi a tema tramite Flickr.  Arte Laterale è infatti nata dal desiderio di alcuni utenti di Flickr, il social network che permette di caricare le proprie foto e di commentare quelle altrui, di creare qualcosa di concreto e di radicato nel territorio, con la disponibilità ed il desiderio di partecipare ad iniziative di natura sociale come potete leggere dal sito.

Per un primo assaggio di Arte Laterale (oltre alla presentazione di cui vi ho parlato sopra) vi rimando direttamente al sito ufficiale dove troverete anche i contatti e le vari informazioni: http://www.artelaterale.it/.

Arte Laterale su Flickr

Arte Laterale su Facebook

Per info chiedete pure anche a me!





Domenica scorsa i Simple Minds a Padova!

12 11 2009

La scorsa settimana è stato inaugurato il “Gran Teatro” di Padova di cui ho parlato nel mio blog su Padova per il portale Virgilio.it (clicca quì). Il primo week-end hanno suonato i Porcupine Tree e niente popò di meno che i Simple Minds (09/11/’09), la band scozzese che era tra le leader della musica internazionale negli anni Ottanta.

P1010200Per quanto riguarda il Gran Teatro devo dire che forse mi ero “costruito” delle aspettative diverse. La capienza è di 2000 posti, poco più, il palco è normale, non così grande e le tribune non sono proprio distribuite a “teatro” ma semplicemente posizionate in fondo dietro al mixer. Diciamo che è una buona soluzione “tampone” in attesa che venga ristrutturato il pallazzetto S. Lazzaro che speriamo avrà una migliore acustica di quanto l’avesse prima.

Comunque sia è un piacere che i Simple Minds abbiano suonato nella nostra città. Sarebbe il mio sogno se Padova potesse diventare un “polo” per la musica rock di un certo tipo, con un certo stile e che venga valorizzata e promossa la musica locale, le band giovanili del territorio nella speranza di “costruire” con il tempo una scena musicale importante con band, case discografiche, sale prova e di registrazione, luoghi per concerti. Mi interessa non tanto che la Zed porti in città concerti, spettacoli (cosa cmq positiva) a caso ma mi piacerebbe che l’offerta di musica dal vivo fosse selezionata e pianificata nell’ottica sopra descritta. Se negli anni Sessanta Padova era la Liverpool d’Italia (clicca quì per il mio post su Virgilio Padova), per via della concentrazione altissima di complessi beat, perchè non si può pensare ad una Padova leader della musica indie o rock del nord-est d’Italia?La città stessa avrebbe un ritorno d’immagine considerevole e si potrebbe presentare anche come città giovane, per i giovani, visto che c’è un’Università ma l’offerta in termini di vita notturna e di divertimento dovrebbe migliorare molto!

Comunque grandi i Simple Minds! Professionisti fino in fondo che potrebbero dare lezione a molte band di oggi! Dal vivo sono impeccabili! Jim Kerr tiene il palco da rockstar qual è, ancora con le sue tipiche movenze, con spaccate, cantando spesso inginocchiato guardando negli occhi le prime fila del pubblico. Io indossavo la maglia dei Celtic Glasgow, di cui Jim è grande tifoso, e non poteva non vederla quella maglia a strisce bianche e verdi orizzontali sicchè mi ha indicato alzando il pollice in segno di approvazione! ehhe Charlie Burchill con la sua chitarra a volte dal suono graffiante, a volte dolce continua a costruire atmosfere rarefatte e il batterista incredibile quale è Mel Gaynor. Hanno fatto 24 canzoni, presentando le nuove dell’album Graffitti soul e molte storiche della loro trentennale carriera.





Olimpiadi 2020 vs capitale europea della cultura 2019!

6 10 2009

Lo scorso post ho parlato della proposta di candidare l’intero Nordest a capitale europea della cultura per il 2019, proposta avanzata dalla rivista online NordestEuropa.it e sostenuta dal mondo dell’imprenditoria e di cui si è parlato un paio di settimane fa nel corso del meeting delle classi dirigenti presso il Cuoa di Altavilla Vicentina.

olimpiadi

E’ di qualche giorno fa, invece, la clamorosa candidatura della PaTreVe niente popò di meno che per le Olimpiadi 2020, candidatura avanzata dal ministro Zaia, da Cacciari e dal governatore Galan e che sta riscuotendo l’approvazione e il sostegno del mondo politico e imprenditoriale locale. Anche se al momento pare non ci siano le condizioni per poter “vincere” vista la mancanza di impianti e di servizi integrati vari nell’area, un grande evento come questo potrebbe proprio essere l’occasione, il volano, per risolvere questi problemi, integrare i servizi di trasporto dell’area metropolitana che insiste tra Venezia, Padova e Treviso, rilanciare zona in difficoltà, c’è che pensa a Marghera e al suo waterfront come possibile villaggio olimpico.

A Padova potrebbe essere l’occasione per realizzare quel sogno degli anni ‘80 e cioè la cittadella dello sport a Padova Ovest e, aggiungo io, l’occasione per abbattere l’Euganeo per costruire uno stadio di calcio (Padova potrebbe essere sede per il torneo di calcio olimpico) lasciando pure a Tessera l’opportunità di costruire uno Stadio Olimpico, che poi potrebbe essere maggiormente utilizzato per organizzare eventi e meeting di richiamo internazionale che l’immagine di Venezia garantisce.

E’ incredibile come per decenni ci sia stata una certa immobilità rispetto all’ambizione di portare certi eventi nel Veneto e a Padova e ora, nel giro di due settimane si parla di addirittura due candidature per altrettanti importanti grandi eventi, in grado di attrarre investimenti tali da poter rilanciare l’immagine e l’economia del territorio o quantomeno mettere le basi perchè ciò accada.

Evidentemente non è pensabile che si possa lavorare per vincere due candidature del genere così come sarebbe sensato che una, tra Roma e Venezia, rinunciasse e sostenesse un’unica candidatura italiana, ma per quanto riguarda il nostro territorio mi pare di capire che si voglia puntare più sulle Olimpiadi piuttosto che sulla capitale europea della cultura, se non altro perchè per il primo evento pare esserci un certo sostegno politico, indispensabile per portare aventi la cosa e iniziare a pianificare, mentre per il secondo non ho sentito nessuna dichiarazione d’intenti da parte del mondo politico, almeno mi pare.

In entrambe le candidature però c’è un aspetto comune e cioè una certa visione “venezianocentrica”. Se posso capire che Venezia è per imamgine e fama, la città più conosciuta del Nordest e che quindi può fare da specchietto per le allodole per le Olimpiadi, per quanto riguarda il conferimento della capitale europea della cultura avrei preferito si parlasse più di rete di città che della solita Venezia come sede principale etc etc. Su questa partita, penso inoltre, per quanto possa contare la mia opinione, che Padova potrebbe tranquillamente competere da sola se negli anni addietro città come Cork, Lille e Linz ci sono riuscite: il nodo è sempre il solito e cioè rafforzare la governance territoriale.

E voi che ne pensate?





Nord-est capitale europea della cultura? Ci voglio credere!

18 09 2009

Quasi per caso domenica scorsa da qualche feed dei miei contatti su twitter mi è giunta la notizia che il Nord-Est si voleva candidare a capitale europea della cultura per il 2019. La sera stessa in un tg locale ho visto un’intervista ad un dirigente (?) ma non ricordo chi del comune di Padova che parlava di una candidatura della città, ipotesi però non confermata nei giorni successivi dalle autorità politiche.

italia_satellite_nordest

Solo in un secondo momento ho scoperto che oggi venerdi 18 settembre si sarebbe tenuto (si sta tenendo) l’annuale meeting delle classi dirigenti (presso la fondazione  CUOA  presso la villa Valmarana Morosini ad Altavilla Vicentina), quest’anno intitolato “NordEst capitale europea della cultura” in cui si sta discutendo proprio di questo e cioè della candidatura del NordEst a capitale europea della cultura 2019.

La proposta è già stata pensata e avanzata se non ho capito male dal mensile “NordEst Europa” e dal suo amministratore Filiberto Zunico. Almeno questo capisco dal questo video. Lo stesso mensile ha promosso un primo festival policentrico nel Nordest, il “Festival delle Città impresa”, festival che si ripeterà negli anni per far capire come la messa a rete delle città del Nordest sia possibile oltre che sensato ai fini dello sviluppo di quest’area.

E’ poi nato anche “Innovetion Valley”, altra realtà che vuole valorizzare la creatività presenti in quest’area. Per saperne di più vedete il loro sito.

Se il Nord-Ovest è tradizionalmente fondato sulle tre area urbane Ge-Mi-To (ora si stanno promuovendo relazioni tra Milano e Torino per lo più) il Nord-Est è palesamente un territorio costuito da molte aree urbane di varie dimensioni, con in aggiunta il problema della sprawl urbano, che per essere veramente policentrica deve vedere migliorare le relazioni e i collegamenti tra queste aree andando oltre le divisioni campanilistiche.

Per il 2019 si spera che molte delle infrastrutture viabilistiche in programma siano completate così da rendere  migliore i collegamenti e gli spostamenti tra le aree nodo di un unico sistema metropolitano: dopo il passante, ci si attende la pedemontana e il SFMR (metropolitana di superficie veneta).
Fuochi in Prato della Valle

Il mio primo pensiero è quello di ritenere questa candidatura una proposta davvero ambiziosa e direi bella (da qui i fuochi d’artificio della foto).  Molto ambiziosa se si considera che fino a questo momento mi pare di capire che la principale difficoltà nel nostro territorio sia proprio quella di “fare sistema”, di sviluppare una governance forte,considerata anche l’estrema frammentazione di enti vari per cui si tratta di una vera e proprio sfida che è bella perchè viene dalla presa di coscienza che questo modo di ragionare, a rete, guardando lontano in termini temporali, oltre le scadenze elettorali, per poter programmare e centrare un obiettivo condiviso è quella giusta perchè più efficace. Se la cosa avrà un seguito immagino si dovrà creare un “board”, una società di scopo, rappresentativa di tutti gli attori pubblici e con la partecipazioni dei privati interessati, e mettersi finalmente a programmare e a costruire una “vision” condivisa su cosa sia il Nordest oggi e sul suo futuro. Ecco perchè a prescindere dal successo dell’iniziativa o no, ques’idea potrebbe essere il pretesto per lavorare sulla costruzione di una rete che oggi è solo sulla carta o quasi. Per parlare di area metropolitana, infatti, non basta vedere da immagini satellitari come ad esempio la PaTreVe sia un’unica conurbazione ma bisogna costruire relazioni e centralità tra quelli che saranno i quartieri dell’ area metropolitana.

Unico dubbio è quello relativo all’ampiezza del territorio. Non credo l’UE sia disponibile ad aumentare i finanziamenti con l’allargarsi del territorio che si dovesse aggiudicare il riconoscimento di Capitale Europea della Cultura. Se il finanziamento dovrebbe essere lo stesso non è che il rischio sia quello di rendere un grande evento un evento minore o più dispersivo? singole città che hanno benificiato di questo riconoscimento hanno potuto fare ingenti investimenti. Se penso a Lille 2004 furono spesi molti soldi e favoriti collegamenti ferroviarie ad alta velocità con Bruxelles, Parigi e Londra (pensate a Padova e al possibile completamento di più linee del tram, l’auditorium). A Liverpool 2008 (che ho visitato) sì è sistemata l’intera area del waterfront sulla Mersey, con costruzione di centro congressi, museo cittadino e un’intera area commerciale Liverpool ONE oltreche l’organizzazione di moltissimi eventi culturali e la sistemazione e messa a rete dei musei cittadini.

Si tratta di temi che mi hanno sempre appassionato considerata la mia esperienza di due anni come collaboratore a Metrex, la rete delle città e della aree metropolitane europee, per conto della Regione Emilia-Romagna, presso un ufficio denominato “Governance metropolitana”. Rete cui aderisce anche la Regione Veneto con cui ricordo, noi Emilia-Romagna (si, ero il veneto padovano “prestato” all’”alleato”) collaboravamo nell’organizzazione di convegni sul tema. Ero riuscito ad avere questa opportunità dopo aver conseguito il Master Mumat (Master Universitario in Marketing Territoriale-Sviluppo Locale) organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza, quando l’inserto “Il Lavoro” del Corriere della Sera metteva a disposizione borse di studio (da me vinta!). Dopo questa opportunità di 2 anni, il nulla. In qualche colloquio in Veneto, mi venne detto che di marketing territoriale in Veneto, non si può certo vivere. Vero ma spero che qualcosa possa cambiare.

Anche il Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali” (perdonatemi se cito troppe volte il mio cv ma sono alla costante ricerca di un lavoro o di collaborazioni in ambiti in cui ho spese molte energie, come studente e ricercatore) recentemente conseguito  e la mia tesi “Turismo urbano & Governance Metropolitana. Il caso Padova” rientrano sempre ed sono coerente con quanto si sta discutendo oggi al CUOA.

In attesa di leggere i giornali domani che relazioneranno di questo incontro (purtroppo non mi è stato possibile essere presente), incrocio le dita e spero davvero che questa proposta venga accolta e sostenuta con forza anche dal mondo politico perchè quest’avventura possa davvero partire, lo dico da cittadino e anche e soprattutto da chi vorrebbe collaborare per vincere questa sfida.