Quasi per caso domenica scorsa da qualche feed dei miei contatti su twitter mi è giunta la notizia che il Nord-Est si voleva candidare a capitale europea della cultura per il 2019. La sera stessa in un tg locale ho visto un’intervista ad un dirigente (?) ma non ricordo chi del comune di Padova che parlava di una candidatura della città, ipotesi però non confermata nei giorni successivi dalle autorità politiche.

Solo in un secondo momento ho scoperto che oggi venerdi 18 settembre si sarebbe tenuto (si sta tenendo) l’annuale meeting delle classi dirigenti (presso la fondazione CUOA presso la villa Valmarana Morosini ad Altavilla Vicentina), quest’anno intitolato “NordEst capitale europea della cultura” in cui si sta discutendo proprio di questo e cioè della candidatura del NordEst a capitale europea della cultura 2019.
La proposta è già stata pensata e avanzata se non ho capito male dal mensile “NordEst Europa” e dal suo amministratore Filiberto Zunico. Almeno questo capisco dal questo video. Lo stesso mensile ha promosso un primo festival policentrico nel Nordest, il “Festival delle Città impresa”, festival che si ripeterà negli anni per far capire come la messa a rete delle città del Nordest sia possibile oltre che sensato ai fini dello sviluppo di quest’area.
E’ poi nato anche “Innovetion Valley”, altra realtà che vuole valorizzare la creatività presenti in quest’area. Per saperne di più vedete il loro sito.
Se il Nord-Ovest è tradizionalmente fondato sulle tre area urbane Ge-Mi-To (ora si stanno promuovendo relazioni tra Milano e Torino per lo più) il Nord-Est è palesamente un territorio costuito da molte aree urbane di varie dimensioni, con in aggiunta il problema della sprawl urbano, che per essere veramente policentrica deve vedere migliorare le relazioni e i collegamenti tra queste aree andando oltre le divisioni campanilistiche.
Per il 2019 si spera che molte delle infrastrutture viabilistiche in programma siano completate così da rendere migliore i collegamenti e gli spostamenti tra le aree nodo di un unico sistema metropolitano: dopo il passante, ci si attende la pedemontana e il SFMR (metropolitana di superficie veneta).

Il mio primo pensiero è quello di ritenere questa candidatura una proposta davvero ambiziosa e direi bella (da qui i fuochi d’artificio della foto). Molto ambiziosa se si considera che fino a questo momento mi pare di capire che la principale difficoltà nel nostro territorio sia proprio quella di “fare sistema”, di sviluppare una governance forte,considerata anche l’estrema frammentazione di enti vari per cui si tratta di una vera e proprio sfida che è bella perchè viene dalla presa di coscienza che questo modo di ragionare, a rete, guardando lontano in termini temporali, oltre le scadenze elettorali, per poter programmare e centrare un obiettivo condiviso è quella giusta perchè più efficace. Se la cosa avrà un seguito immagino si dovrà creare un “board”, una società di scopo, rappresentativa di tutti gli attori pubblici e con la partecipazioni dei privati interessati, e mettersi finalmente a programmare e a costruire una “vision” condivisa su cosa sia il Nordest oggi e sul suo futuro. Ecco perchè a prescindere dal successo dell’iniziativa o no, ques’idea potrebbe essere il pretesto per lavorare sulla costruzione di una rete che oggi è solo sulla carta o quasi. Per parlare di area metropolitana, infatti, non basta vedere da immagini satellitari come ad esempio la PaTreVe sia un’unica conurbazione ma bisogna costruire relazioni e centralità tra quelli che saranno i quartieri dell’ area metropolitana.
Unico dubbio è quello relativo all’ampiezza del territorio. Non credo l’UE sia disponibile ad aumentare i finanziamenti con l’allargarsi del territorio che si dovesse aggiudicare il riconoscimento di Capitale Europea della Cultura. Se il finanziamento dovrebbe essere lo stesso non è che il rischio sia quello di rendere un grande evento un evento minore o più dispersivo? singole città che hanno benificiato di questo riconoscimento hanno potuto fare ingenti investimenti. Se penso a Lille 2004 furono spesi molti soldi e favoriti collegamenti ferroviarie ad alta velocità con Bruxelles, Parigi e Londra (pensate a Padova e al possibile completamento di più linee del tram, l’auditorium). A Liverpool 2008 (che ho visitato) sì è sistemata l’intera area del waterfront sulla Mersey, con costruzione di centro congressi, museo cittadino e un’intera area commerciale Liverpool ONE oltreche l’organizzazione di moltissimi eventi culturali e la sistemazione e messa a rete dei musei cittadini.
Si tratta di temi che mi hanno sempre appassionato considerata la mia esperienza di due anni come collaboratore a Metrex, la rete delle città e della aree metropolitane europee, per conto della Regione Emilia-Romagna, presso un ufficio denominato “Governance metropolitana”. Rete cui aderisce anche la Regione Veneto con cui ricordo, noi Emilia-Romagna (si, ero il veneto padovano “prestato” all’”alleato”) collaboravamo nell’organizzazione di convegni sul tema. Ero riuscito ad avere questa opportunità dopo aver conseguito il Master Mumat (Master Universitario in Marketing Territoriale-Sviluppo Locale) organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore sede di Piacenza, quando l’inserto “Il Lavoro” del Corriere della Sera metteva a disposizione borse di studio (da me vinta!). Dopo questa opportunità di 2 anni, il nulla. In qualche colloquio in Veneto, mi venne detto che di marketing territoriale in Veneto, non si può certo vivere. Vero ma spero che qualcosa possa cambiare.
Anche il “Master in Governance delle Risorse Turistiche Territoriali” (perdonatemi se cito troppe volte il mio cv ma sono alla costante ricerca di un lavoro o di collaborazioni in ambiti in cui ho spese molte energie, come studente e ricercatore) recentemente conseguito e la mia tesi “Turismo urbano & Governance Metropolitana. Il caso Padova” rientrano sempre ed sono coerente con quanto si sta discutendo oggi al CUOA.
In attesa di leggere i giornali domani che relazioneranno di questo incontro (purtroppo non mi è stato possibile essere presente), incrocio le dita e spero davvero che questa proposta venga accolta e sostenuta con forza anche dal mondo politico perchè quest’avventura possa davvero partire, lo dico da cittadino e anche e soprattutto da chi vorrebbe collaborare per vincere questa sfida.